Ilaria Mergher - Naturopata

Alimenti semplici, riconoscibili e soprattutto... che non si scartano

Alimenti semplici, riconoscibili e soprattutto... che non si scartano

NATUROPATIA

Ilaria Mergher

4/9/20262 min read

Allora,

crescere una piccola creatura partendo dal cibo "vero-vero" significa innanzitutto un ritorno alle basi: alimenti semplici, riconoscibili e soprattutto... che non si scartano! Niente di avvolto in strati di plastica misteriosa. Cibo monoingrediente, ecco la parola magica: proteine di qualità, frutta e verdura fresche, grassi naturali (quelli buoni, mica quelli da garage!).

Guerra (pacifica) allo zucchero!

Diciamocelo, lo zucchero non è solo una golosità, è un potente disturbatore seriale! Modula l’appetito, manda in tilt l’umore e getta le basi per abitudini future un tantino preoccupanti. Quindi, via libera a meno prodotti creati solo per "far divertire" le papille gustative e più cibo che nutre sul serio. Un organismo in crescita ha bisogno di fondamenta solide, non di uno spettacolo pirotecnico di sapori chimici a ogni pasto.

Prevenzione, non fustigazione

Dare la priorità a cibi nutrienti al posto delle classiche merendine confezionate non è una tortura medievale, ma la forma più antica e potente di prevenzione. Un’alimentazione più equilibrata è come un sintonizzatore per la regolazione metabolica: sostiene l’energia per tutta la giornata e ci risparmia quei picchi e crolli improvvisi che noi adulti scambiamo per "normale vivacità infantile", ma che in realtà sono solo stress per il piccolo corpo.

Oltre la forchetta: occhio all'ambiente!

Però, ammettiamolo, il cibo non agisce in una bolla. Ogni giorno i nostri bambini navigano in un mare di sostanze chimiche, profumi sintetici (che a volte sembrano deodoranti per auto), plastiche di ogni tipo e detersivi che sembrano armi chimiche. Ridurre l’esposizione non significa andare a vivere in una caverna, ma alleggerire il carico dove possibile. Sappiamo tutti che il corpicino di un bambino è molto più sensibile del nostro e non è ancora pronto a gestire un'enciclopedia tossica quotidiana.

​E infine... scatenate i piccoli mostri!

In tutto questo scenario, il movimento è l'asso nella manica. E non parliamo di corsi di yoga per neonati o di atletica pre-scolare, ma di glorioso, caotico gioco libero! L'uso spontaneo del corpo, l'esplorazione selvaggia. Correre, arrampicarsi, cadere, piangere un po' e riprovare: questi sono gli ingredienti fondamentali per lo sviluppo del loro cervello e dei loro muscoli, per la fiducia in se stessi e anche per imparare a non fare troppe scenate al supermercato. Un bambino fermo troppo a lungo non è "educato", è semplicemente meno allineato ai suoi primordiali bisogni biologici. Insomma, lasciamoli essere bambini!

​In conclusione...

Tutto questo non vuole essere un manuale per la perfezione genitoriale o una bandiera da sventolare con orgoglio. È semplicemente un piccolo ritorno all'essenziale, a quelle scelte quotidiane che, una dopo l'altra, costruiscono fondamenta molto più solide per la loro salute futura, sia fisica che mentale. E forse, chissà, anche per la nostra salute mentale di genitori!

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